Equipaggio zero. #clubrecensione #clubfilm

È il 1977 e il presidente degli Stati Uniti d’America Jimmy Carter vuole lanciare nello Spazio un disco, il Voyager Golden Record, su cui verranno registrate delle canzoni e dei saluti provenienti da tutte le diverse culture del mondo.
È da questo grande avvenimento che prende il via il film di cui parleremo oggi.
“Equipaggio Zero “è una pellicola indipendente presentata al Sundance Film Festival nel 2019, per la regia di Bertie e Bert.
Siamo a Wiggly un piccolo paesino del profondo sud degli Stati Uniti, in Georgia, e qui vive la piccola Christmas Flint, una dolcissima bimba orfana di madre che sogna di poter partecipare all’iniziativa del Voyager Golden Record per poter mandare il proprio messaggio nello Spazio, dove potrà ascoltarla anche la sua mamma. L’evento viene però proposto e quindi organizzato dalla Birdies, il gruppo femminile scout della zona e lei non ne fa e non ne potrà mai fare parte, perché è una bambina strana, gira con un cappello fatto di carta stagnola per poter parlare con gli alieni e si fa la pipí sotto quando si innervosisce o si emoziona troppo.
Ma c’è comunque un modo per partecipare, formare un gruppo scout proprio e così Christmas si mette alla ricerca di altri 4 bambini con cui formare il proprio equipaggio.
La prima sarà Hell-No una ragazzina di colore manesca ed aggressiva che si diverte a rubare i cestini del pranzo agli altri ragazzini, poi c’è Smash, una ragazzina che ricorda molto Merrie Melodies Tazmania, il vulcanico diavolo della Tazmania dell’omonimo cartone animato: distrugge e smonta tutto quello che si trova tra le mani e mangia in continuazione. Poi abbiamo Anne Claire, una predicatrice evangelica in erba con un occhio solo e Joseph, migliore amico della protagonista, un ragazzino molto sensibile, grande fan di David Bowie e giudicato troppo effeminato per il luogo e il tempo in cui vive.
Insieme i ragazzini costituiscono l’Equipaggio Zero, numero che gli viene dato dalla preside della scuola, per indicare proprio quello che i ragazzi rappresentano per lei e per la cittadina in generale, degli zero, qualcuno di cui non bisogna neanche tener conto, degli emarginati senza nessuna speranza.
Ho visto questo film per caso, complice una mattinata di noia, con la bambina da cui lavoro. Aveva la febbre, non voleva disegnare o giocare e così mi viene l’idea di vedere un film per bambini, penso a qualcosa di non molto impegnativo e invece mi trovo di fronte ad una vera perla di tenera unicità.
È una pellicola che parla di amicizia, sentimenti e appunto unicità. Ognuno di quei bambini è unico nella sua stramberia ed è per questo solo, lasciato in disparte da una realtà che li vuole invece uniformati, perfetti, inquadrati in una perfezione che appiattisce il pensiero e la creatività.
Ma l’Equipaggio Zero non si arrende davanti a chi li vuole ghettizzare perché perfetti, loro con umiltà e simpatia vanno avanti per la loro strada, senza pestare i piedi a nessuno, lavorando sodo e soprattutto collaborando, in unità di intenti e di cuore!


Alessandra Fusco


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