Nella galassia dell’attuale piccola e media editoria italiana le Edizioni Solfanelli di Chieti rappresentano senza dubbio uno dei soggetti più interessanti e consolidati nel tempo (hanno quasi mezzo secolo di vita alle spalle). Parliamo di una casa editrice che si caratterizza sia per l’originalità delle sue scelte editoriali, che non rispondono unicamente alle tendenze politiche o commerciali del momento sia per il carattere alternativo delle sue pubblicazioni, sempre connotate dall’amore alla Tradizione ed ai valori spirituali. Si tratta di un marchio storico abruzzese che ha all’attivo un gran numero di successi e, unitamente alla “gemellata” casa editrice Tabula fati, specializzata nella narrativa e nei classici poetici e letterari, propone un catalogo ricco soprattutto per chi va in cerca di temi e Autori esclusi dal mainstream.
Abbiamo intervistato Marco Solfanelli, nato a Chieti (Italia) nel 1954 che, dal 1980 al 1994, ha diretto la Casa Editrice Marino Solfanelli, curandone in particolare le collane dedicate al fantastico e alla fantascienza. È da oltre trent’anni poi il Direttore delle due case editrici che ne hanno ereditato il catalogo e le finalità, ovvero le Edizioni Solfanelli e Tabula fati. Fra le maggiori collane delle Edizioni Solfanelli spicca quella denominata “Faretra” che, fra i tanti, ha pubblicato le opere di grandi nomi del pensiero alternativo italiano del Novecento come Giacinto Auriti (1923-2006), Gennaro Malgieri, Roberto de Mattei e il compianto prof. Franco Ferrarotti (1926-2024), uno dei maggiori sociologhi italiani, ritenuto il fondatore della sociologia italiana, recentemente scomparso. Nel 2014 e nel 2021 ha inoltre pubblicato i primi due volumi di una collana di saggistica, curata dal giornalista e saggista Giuseppe Brienza, denominata Le Serate di San Pietroburgo, oggi perché riprende e “attualizza” il pensiero e l’eredità culturale del filosofo, politico e giurista savoiardo di lingua francese Joseph de Maistre (1753-1821). Entrambi questi due libri hanno ricevuto Prefazioni di rilievo per il mondo conservatore italiano, il primo da parte del più importante pensatore della Destra nazionale della Penisola, Marcello Veneziani, il secondo dall’attuale presidente della Camera dei deputati della Repubblica Italiana, l’On. Lorenzo Fontana. Nei prossimi giorni uscirà il terzo volume di questa serie con la Prefazione di Alain de Benoist, in questo caso uno dei nomi più importante della Destra europea contemporanea. Non è un caso se, fra i settanta ritratti di autori che Marcello Veneziani ha incluso nel suo ultimo saggio Senza eredi (Marsilio Editori, Venezia 2024, pp. 336, euro 19), questo filosofo francese è annoverato fra i non moltissimi pensatori viventi che, nonostante la loro grandezza, condividono il destino comune di essere ignorati dal Pensiero Unico.
D. Una domanda sulla collana nella quale sono stati inseriti i tre volumi delle Serate di San Pietroburgo, oggi, “Faretra”. Cosa proponete in questa “collana di battaglia”? La faretra, infatti, è un astuccio che contiene frecce o dardi per archi o balestre…
R. “Faretra” è una collana aperta al confronto delle idee. Ci sono autori contemporanei e classici del pensiero politico, filosofico, storico e sociologico. Le frecce di “Faretra” sono lanciate in varie direzioni, appunto per aprire discussioni, fornire approfondimenti e dare spunti per riflessioni ulteriori sugli argomenti che di volta in volta sono oggetto di studio e di ricerca. Ogni autore, infatti, si fa portavoce di un pensiero originale e non conformista, non importa se condivisibile o meno, ma comunque di alto spessore. In tal modo egli pone le basi per un confronto fra esperienze culturali diverse e che talvolta ha come esito la rimessa in discussione delle proprie convinzioni.
D. Può parlarci brevemente dell’altro marchio editoriale gemellato alla casa editrice che Lei dirige, Tabula fati?
R. Le Edizioni Tabula fati sono un marchio dedicato prevalentemente alla narrativa di autori sia affermati che esordienti, con particolare attenzione alla narrativa di genere (fantastico, fantascienza e gialli). Ma andiamo anche al recupero di scrittori che sono quasi o del tutto spariti (a torto) dal nostro panorama culturale ed editoriale. Altre collane, poi, sono dedicate alla poesia, alle tradizioni regionali italiane (non solo abruzzesi) e anche alla saggistica.
D. Passiamo ora ad un Autore che molti intellettuali di sinistra chiamerebbero “divisivo”, Joseph de Maistre, cosa rappresenta per Lei il Conte savoiardo e come mai avete deciso di pubblicare una collana di saggistica che s’inserisce proprio nel solco di questo filosofo “reazionario”?
R. Non è il solo. Abbiamo pubblicato tutte le opere di Monaldo Leopardi, il padre del più conosciuto poeta Giacomo Leopardi, e stiamo completando l’opera omnia del Principe di Canosa Antonio Capece Minutolo. Per tornare al de Maistre, tra le caratteristiche del suo pensiero si evidenziano: la critica alla modernità, in un periodo in cui la Rivoluzione francese e l’Illuminismo mettevano in discussione le istituzioni, la religione e l’ordine sociale; la relazione tra individuo e società, laddove l’importanza della società si evince dal fatto che essa è un organismo vivente in cui l’individuo trova la sua realizzazione nell’equilibrio dei diritti individuali e del bene comune; il ruolo della religione, in particolare di quella cattolica, perché la società deve fondarsi sui valori religiosi; politica e potere, perché, al di là delle utopie, il potere e la forza (assoggettati al bene comune) sono fondamentali per una società organizzata. Nell’ultimo volume delle Serate di san Pietroburgo, oggi, che abbiamo presentato con Brienza in anteprima il 30 dicembre scorso sull’emittente Radio Libertà, i temi trattati nell’ottica filosofica di de Maistre spaziano dalla Bioetica alla Famiglia – educazione – scuola comprendendo anche approfondimenti di carattere storico-culturale-religioso come quelli inclusi nel capitoli intitolati “Conservatorismo, Europa e Occidente”, “Italia: storia politica e identità culturale” e “Santi per il XXI secolo”.

D. Come ha rilevato nella Prefazione all’ultimo volume delle Serate di San Pietroburgo, oggi – chi volesse può leggerne l’indice qui – il filosofo Alain de Benoist citando Marcello Veneziani, l’attuale egemonia culturale «demonizza o delegittima le culture avverse, di tipo cattolico, conservatore, tradizionale o nazionale». Di quali culture si tratta e di quali autori attuali vi inserirebbe del panorama italiano?

R. Tutti i pensatori che fondano le loro argomentazioni sui valori della Tradizione, vengono discriminati ed emarginati. Non li troviamo nei talkshow televisivi, né nelle pagine culturali dei grandi quotidiani. Quasi a far sorgere il sospetto che essi non esistano. Invece sono tanti e vengono pubblicati da piccole e medie case editrici, con un buon riscontro di pubblico, perché al di là del profilo basso che gli uomini e le donne della tradizione e/o conservazione sono costretti ad assumere nelle università, nella scuola, a causa dell’atteggiamento antidemocratico a volte anche violento, poi si esprimono liberamente nell’urna elettorale, contraddicendo la narrazione quotidiana che vorrebbe delegarli ad aspetti marginali della nostra società. Fra gli autori attuali mi vengono in mente: Roberto de Mattei, Rino Cammilleri, Marcello Veneziani, ma per fortuna l’elenco è amplissimo. Altri che non sono più viventi e che abbiamo nel nostro catalogo sono: Carlo Alianello, Nino Badano, Piero Vassallo, Primo Siena.
D. Il catalogo della Solfanelli, l’abbiamo detto all’inizio, è molto ricco e, soprattutto, culturalmente controcorrente: vuole parlarci delle ultime uscite e dei libri di prossima pubblicazione?
R. Come detto, stiamo completando l’opera omnia del Principe di Canosa, ma anche nel campo della narrativa andiamo alla riscoperta di opere e autori ingiustamente dimenticati. Recentemente, ad esempio, abbiamo ripubblicato in una traduzione integrale Gli sciuani di Honoré de Balzac; ma abbiamo anche Il conte de Chanteleine di Jules Verne; L’inghippo e Maria e i fratelli di Carlo Alianello, Vita e tempi del Cardinal Ruffo di Alfredo Roncuzzi. In ultimo vorrei citare una ardita e fresca iniziativa editoriale. Mi riferisco alla collana “Classici italiani in lingua moderna”, dove i classici della letteratura, soprattutto dell’Ottocento e del primo Novecento, vengono riproposti con un linguaggio moderno, più vicino ai giovani d’oggi che, spesso, hanno difficoltà nella lettura dei capolavori del passato in conseguenza delle trasformazioni linguistiche. Cerchiamo in tal modo di non perdere il confronto con i classici stranieri che godono di continue traduzioni, di volta in volta adattate alla lingua corrente.
Fr Gabriele Scardocci OP
Scopri di più da Club Theologicum
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento