Stupidità e verità #paginecattoliche #verità

La stupidità è versatile e può indossare tutti i vestiti della verità. La verità, invece, ha un abito solo e una sola strada. È per questo che è sempre in svantaggio.

È naturale che svolgendo un così lungo palinsesto di riflessioni com’è questo nostro «breviario», si cada nella reiterazione di alcuni temi, soprattutto quelli che hanno sollecitato l’interesse della sapienza colta e popolare. Dopo tutto, sappiamo che nella stessa didattica la «ripetizione» è necessaria per incidere nella mente dell’alunno una verità, come già si legge nel libro biblico di Qohelet/Ecclesiaste: «Le parole dei saggi sono come pungoli, e come chiodi piantati sono i detti delle collezioni» (12,11). Questa volta ritorniamo sull’antipodo della sapienza: la stoltezza. E lo facciamo con una considerazione tratta dall’Uomo senza qualità, il capolavoro dello scrittore austriaco Robert Musil (1880-1942).

La frase completa iniziava con un altro lineamento di questa malattia dell’anima e non solo della mente: «Non esiste una sola idea importante di cui la stupidità non abbia saputo servirsi». Ed effettivamente la verità è, per definizione, unica, mentre la stoltezza non ha logica, coerenza e decenza e può quindi sempre adattarsi all’onda per restare a galla. Purtroppo si è sempre all’erta quando si sentono gli altri emettere scempiaggini (la televisione è, al riguardo, una palestra, anche se non l’unica).

Ma noi siamo sempre impeccabili? Bastano queste poche righe dei Diari di un altro scrittore, il francese André Gide: «Incredibile è il numero di stupidaggini che una persona intelligente può dire in un sol giorno. Anch’io ne direi quante gli altri, se non tacessi così spesso».

(G.Ravasi, Breviario dei Nostri giorni, 5 ottobre)


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