“ I Nove doni – Sulla via della felicità” è molto più di un libro autobiografico: è un viaggio interiore, una riflessione profonda sulla malattia, la sofferenza e la possibilità di rinascere spiritualmente proprio nei momenti più bui dell’esistenza. Giovanni Allevi, celebre compositore e pianista, racconta con coraggio e lucidità il percorso che ha dovuto intraprendere a seguito della diagnosi di mieloma multiplo, una malattia che lo ha costretto a interrompere improvvisamente la sua carriera e affrontare un lungo periodo di terapie e dolore.
Il titolo del libro allude ai “nove doni” che l’autore ha ricevuto nonostante o forse proprio grazie alla prova più dura della sua vita. Ogni dono rappresenta una lezione, una verità che si svela attraverso il confronto con la fragilità umana. Non si tratta di ricompense materiali o esiti felici, ma di intuizioni che scardinano le priorità dell’esistenza quotidiana, ribaltano le certezze e portano a una nuova
consapevolezza.
Con uno stile sobrio ma poetico, Allevi accompagna il lettore lungo il suo itinerario fatto di sale d’ospedale, chemio, notti insonni e riflessioni sulla morte. Ma, a dispetto del tema doloroso, il tono non è mai vittimistico. Al contrario, il libro trasmette una forza silenziosa e autentica. La malattia diventa un’occasione per ripulire la propria vita da tutto ciò che è superfluo, per ritrovare l’essenza della musica, per riscoprire la bellezza nei piccoli gesti, nel silenzio, nel contatto con gli altri.
Tra i doni che l’autore ci presenta ci sono la libertà dal giudizio degli altri, l’accettazione della vulnerabilità, l’ascolto del proprio corpo e delle proprie emozioni, l’empatia, la presenza nel “qui e ora”. Uno dei passaggi più toccanti del libro è il riconoscimento profondo verso chi lavora nel mondo della cura: medici, infermieri, ma anche familiari e amici, persone che si rivelano strumenti preziosi di amore e guarigione.
Allevi non rinuncia a riflessioni spirituali, talvolta filosofiche, altre volte legate alla musica come espressione dell’anima. Il dolore, scrive, ha spalancato una porta su una nuova dimensione interiore, più autentica, dove ogni nota musicale acquista un peso e un significato diverso. Alla fine del libro, quando racconta il suo ritorno sul palco, ci appare trasformato: non solo nel corpo, ma soprattutto nello spirito.
Ho trovato questo libro commovente, illuminante e rigenerante, mi ha riportato alla mente tanti momenti che ho vissuto anche io durante la malattia di mia madre, ho ritrovato nelle sue sensazioni e parole quelli che sono stati gli ultimi mesi di vita che ho trascorso vicino a lei. Anche mia madre aveva riscoperto la gioia delle piccole cose, l’emozione scaturita da un arcobaleno improvviso visto attraverso il vetro dell’ospedale o la tenerezza di un sorriso regalato da un’infermiera o da un dottore.
È una lettura che consiglio sia a chi ha vissuto il dolore in prima persona che a chi cerca
un modo più consapevole e sincero di stare al mondo perchè “I nove doni” non offre facili ricette per la felicità, ma propone un nuovo sguardo sulla vita, fatto di autenticità, compassione e gratitudine.
In un mondo spesso dominato dalla corsa al successo, alla performance e all’apparenza, le parole di Allevi ci riportano all’essenziale: il valore della vita stessa.
Alessandra Fusco
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