Gli eroi di Crans Montana. Più forti del fuoco #attualità #mappamondofede

Spesso la cronaca ci colpisce come un pugno nello stomaco, lasciandoci senza fiato e pieni di domande. La tragedia dell’incendio al club di Crans-Montana è uno di questi eventi. Il dolore per le vittime e l’angoscia per i feriti sono sentimenti naturali e doverosi.

Eppure, come spesso accade nella storia umana, proprio nei momenti in cui il buio sembra prevalere, emergono scintille di luce accecante. Questa luce ha i nomi e i volti di Stefan Ivanović, Paolo Campolo e Ferdinand Du Beaudiez.

Questi non sono supereroi da fumetto, immuni al dolore o alla paura. Sono uomini che, in una frazione di secondo, hanno deciso che l’altro valeva più di se stessi.

Nel video di approfondimento che vi propongo oggi, provo a leggere questi fatti non solo con gli occhi della cronaca, ma con quelli della fede.

Lo psichiatra e sopravvissuto all’Olocausto Viktor Frankl scriveva: “Ciò che è richiesto all’uomo non è di sopportare il senso della vita, ma di sopportare l’incapacità di comprenderlo in termini puramente razionali”. Di fronte a una tragedia simile, la razionalità vacilla. Ma l’amore sacrificale di questi uomini ci offre una risposta non razionale, ma esistenziale: il male non ha l’ultima parola finché c’è qualcuno disposto a dare la vita per l’altro.

Vi invito a guardare il video e a unirvi alla preghiera per Stefan, l’eroe caduto, e per tutti coloro che portano le ferite di quella notte.

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