
Il mercoledì delle ceneri inaugura la stagione della Quaresima, un periodo di preparazione che porta a commemorare la passione, la morte e la risurrezione redentive di Cristo durante la Settimana Santa e la Pasqua.
L’uso delle ceneri ha origine nelle prime pratiche cristiane di penitenza pubblica. Nei primi secoli della Chiesa, coloro che avevano commesso gravi peccati si sottoponevano a un periodo di penitenza pubblica, che spesso comportava anche l’uso di sacco e cenere. L’imposizione delle ceneri è stata associata all’inizio della Quaresima, a significare la chiamata universale al pentimento e al rinnovamento per tutti i credenti.
La liturgia del Mercoledì delle Ceneri si è evoluta gradualmente, con il rito dell’imposizione delle ceneri che è diventato più formalizzato nel Medioevo. A partire dal VI secolo d.C., papa Gregorio Magno introdusse questa liturgia e il digiuno quaresimale. Nel VII secolo, i penitenti potevano ricevere un abito impregnato di cenere, erano esclusi dalla messa e dovevano completare un ritiro o una penitenza piuttosto impegnativa, come un lungo pellegrinaggio o espiare la penitenza nella propria casa.
Le ceneri utilizzate sono ricavate dalle palme benedette della Domenica delle Palme dell’anno precedente, a simboleggiare il legame tra l’ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme e la sua passione e morte redentrice del Signore. Il gesto dell’imposizione delle ceneri avviene dopo l’omelia. Le ceneri vengono benedette e si recita questa preghiera: “O Dio, che hai misericordia di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, ascolta con paterna bontà le preghiere del tuo popolo e benedici questi tuoi figli che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, affinché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, arrivino completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio. Egli vive e regna nei secoli dei secoli”. (Dal Messale Romano).
In silenzio, le ceneri vengono cosparse di acqua santa e i fedeli si allineano in processione per ricevere il segno sulla fronte. Il ministro può dire: “Convertitevi e credete al Vangelo” o “Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai”.
Quando siete a Messa, dovete prestare molta attenzione alle preghiere. La preghiera della colletta, cioè quella che segue immediatamente la liturgia penitenziale della messa, dice così: “O Dio, nostro Padre, concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno un cammino di vera conversione, per affrontare vittoriosamente la lotta con le armi della penitenza contro lo spirito del male. Per il Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli”. (dal Messale Romano)
Molto importanti, in Quaresima, la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Attraverso la preghiera, ci avviciniamo a Dio nella conversazione e nella comunione. Il digiuno e l’astinenza ci ricordano la nostra dipendenza da Dio e ci aiuta a distaccarci dalle distrazioni del mondo. L’elemosina, o atti di carità, esprimono la nostra fede che si fa operosa per mezzo della carità (cfr. Gal 5,6).
Il mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno (un pasto e due spuntini) e di astinenza dalle carni. Al digiuno siamo tenuti dai 18 ai 59 anni, in relazione alle condizioni di salute, all’astinenza a partire dai 14 anni. L’astinenza si osserva anche negli altri venerdì di Quaresima, a meno che non ci siano non ci siano le solennità del 19 Marzo (San Giuseppe) o 25 Marzo (Annunciazione del Signore).
L’astinenza va osservata anche in tutti i venerdì dell’anno. La gioia della vita cristiana si nutre anche di questi tempi di compunzione e di raccoglimento, in cui sappiamo ascoltare le sofferenze nostre e degli altri e offrire al Signore anche le nostre difficoltà e resistenza e persino la nostra durezza di cuore, per chiedere al Signore di togliere da noi il cuore di pietra per mettere un cuore di carne. Certamente non c’è Quaresima senza Pasqua, ma Pasqua viene sempre e solo dopo la Quaresima.
Fra Giovanni Ruotolo OP
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