Non credente:
Le più recenti ricerche storiche indicano che un profeta di nome Gesù sia realmente esistito nell’Israele del I secolo. Posso anche credere che avesse grandi capacità e un enorme carisma, ma affermare che fosse il Figlio di Dio richiede un salto logico immenso!
Credente:
Siamo d’accordo che, se Gesù fosse risorto, allora sarebbe certamente il Figlio di Dio?
Non credente:
La Resurrezione, come tutti gli altri miracoli, non può essere avvenuta perché viola le leggi della fisica.
Credente:
Ma il Creatore dell’Universo non avrebbe difficoltà a violare le leggi fisiche create da Lui stesso.
Non credente:
Concordo, ma quali prove ci sono a favore della Resurrezione di Gesù?
Credente:
Noi abbiamo prove storiche circa le apparizioni di Gesù Risorto. Una prima prova è la scoperta della tomba vuota da parte delle donne. Come dimostra il rinnegamento di Pietro, i discepoli di Gesù erano fuggiti o si erano nascosti per la comprensibile paura di essere arrestati a loro volta. La visita al sepolcro spettava quindi alle donne.

Non credente:
Non capisco perché questo episodio sarebbe storicamente attendibile.
Credente:
Nell’Israele del tempo di Gesù, la testimonianza di una donna era ritenuta meno valida di quella di un uomo. Perché affidare la prima scoperta della tomba vuota a persone considerate non affidabili, se questo dettaglio fosse stato inventato?
Non credente:
Trovare una tomba vuota non significa che la persona sepolta sia risorta. Più semplicemente e razionalmente, il corpo potrebbe essere stato trafugato dai discepoli. Ti faccio notare che questa possibilità è citata anche dai Vangeli (leggi pure Mt 28, 12-15).
Credente:
Ma ci sono altri argomenti a favore della Resurrezione.
Non credente:
Quali?
Credente:
La testimonianza dei suoi seguaci. Paolo, che non aveva conosciuto Gesù in vita, parla di testimoni ancora viventi e di apparizioni di Gesù a gruppi di persone (1Cor 15, 3-8). Perché inventare dettagli verificabili dai contemporanei?
Non credente:
La testimonianza degli apostoli è di parte e non può essere presa in considerazione.
Credente:
Nei tribunali, però, le testimonianze di parte sono ammesse.
Non credente:
Ma se dessimo credito a tutte le testimonianze dovremmo credere anche agli extraterrestri, ai fantasmi e ai folletti.
Credente:
C’è una differenza fondamentale tra la testimonianza dei discepoli di Gesù e quelle che citi tu.
Non credente:
Quale?
Credente:
Chi afferma di aver visto extraterrestri, fantasmi o folletti spesso ne ricava benefici economici. Gli apostoli, invece, hanno pagato la loro testimonianza con una morte atroce.
Non credente:
I cristiani non sono gli unici disposti al martirio per la loro fede; basti pensare ai kamikaze islamici.
Credente:
Non tieni conto di un fattore molto importante.
Non credente:
Quale?
Credente:
La trasformazione improvvisa dei discepoli. Dopo l’arresto di Gesù erano uomini impauriti e dispersi, nascosti per paura, tanto che la tomba vuota viene scoperta dalle donne. Pochi giorni dopo, hanno rischiato il martirio proclamando che Gesù era risorto. Che cosa li ha trasformati così radicalmente?
Non credente:
Potrebbe essere stato il tentativo di una truffa.
Credente:
Nessuno sarebbe disposto a morire per una truffa organizzata da sé stesso.
Non credente:
Potrebbe essersi trattato di un’allucinazione collettiva.
Credente:
L’allucinazione collettiva non spiega né la coerenza né la rapida diffusione del messaggio dei discepoli. Ti ricordo che circa trent’anni dopo la morte di Gesù esisteva già una comunità cristiana a Roma, nel cuore dell’Impero.
Non credente:
Il tuo discorso non regge: dimmi quali storici considerano la Resurrezione un evento storico. Te lo dico io: nessuno.
Credente:
Sulla Resurrezione e sui miracoli lo storico non può che rimanere agnostico, perché non può stabilire se siano avvenuti o meno. Se affermasse con certezza che la Resurrezione non è mai avvenuta diventerebbe un materialista; se affermasse il contrario, un teologo. Lo storico può solo constatare che i discepoli credettero che Gesù fosse risorto, al punto da testimoniarlo a costo della vita.
Non credente:
Concordo: i discepoli credettero che Gesù fosse risorto, ma questa non è una prova oggettiva. Dunque la Resurrezione non può essere dimostrata con certezza.
Credente:
Ti ricordo che all’epoca di Gesù non esistevano foto o video. Credere nella Resurrezione richiede quindi anche la fede, ma il cambiamento improvviso dei discepoli rende plausibile la loro testimonianza.
Non credente:
Ci penserò.
Credente:
Ci penserò anch’io e pregherò per te.
Scopri di più da Club Theologicum
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento