Una riflessione attualissima del padre Cipriano, sulle lacerazioni e divisioni nella Chiesa. Forse oggi vi scandalizzo un pò, ma possiamo oggi riflettere sull’unità nella Chiesa. Fr Gabrio
“Nella Chiesa vi sono divisioni, incomprensioni, sospetti reciproci, che non favoriscono la sua opera nel momento presente ma invece la intralciano e la paralizzano” (Paolo VI).
Queste tensioni e questi contrasti sono in contraddizione con la natura stessa della Chiesa e con la sua predicazione della pace, della fraternità e della carita tra gli uomini. S. Paolo afferma che i cristiani devono formare “un solo corpo e un solo spirito”: essi infatti hanno “un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un solo Dio che è Padre di tutti”.
L’unità della Chiesa è essenzialmente un fatto interiore, di adesione spirituale e non soltanto un fatto giuridico che verrebbe meno solo con uno scisma formale e dichiarato. L’unità della Chiesa è radicata sulla carità che lo Spirito Santo infonde nel cuore dei fedeli. Nell’Eucarestia e per mezzo dell’Eucarestia – sacramento dell’unità – la Chiesa diviene e deve divenire sempre più una “comunione”.
Deve divenire, perchè l’unità se da una parte è data alla Chiesa da Cristo – che fondandola non poteva non fondarla “una” – dall’altra, è una nostra continua conquista.
E’ avvenuto, in questo nostro tempo, un fatto strano e doloroso: mentre la Chiesa cattolica, spinta da un incontenibile esigenza di fedeltà alla parola di Cristo – “ut unum sint” e alla sua vocazione all’unità, si è impegnata a fondo per realizzare l’unita piena con le altre Chiese e confessioni cristiane, al suo interno si sono verificate lacerazioni e divisioni.
Ci fu la divisione fra tradizionalisti e progressisti per la diversa maniera di concepire l’aggiornamento della Chiesa e del suo rapporto col mondo: per i primi l’aggiornamento non doveva scostarsi in nulla dalla tradizione, per i secondi doveva prendere vie del tutto nuove. Coll’andar del tempo le divisioni si sono approfondite, ma hanno anche cambiato natura. Infatti alcuni tradizionalisti non solo si sono arroccati su posizioni estremamente conservatrici ma spesso in opposizione al Concilio e contro la gerarchia accusata di debolezza e anche di errori in campo dogmatico, liturgico e pastorale.
Alcuni progressisti non solo hanno spinto talmente avanti l’aggiornamento dottrinale e pratico della Chiesa da vanificare di fatto il cristianesimo col mondanizzarlo, ma hanno contrapposto la Chiesa a Cristo, accusando quest’ultima di aver tradito il Vangelo. Questi giudici sono sempre estremamente duri: nulla, ai loro occhi, si salva della Chiesa attuale.
Ma lo scandalo della nostra Chiesa divisa non deve durare. […]
Desiderare davvero la concordia all’interno della Chiesa equivale in questo particolare momento ad astenersi, tutti quanti, dal lanciare accuse gratuite, evitando le critiche aspre, i processi alle intenzioni, l’avversione preconcetta per persone e movimenti che non entrano nei propri schemi.
L’accorata esortazione di S. Paolo, nella lettera al Corinzi, è rivolta a ciascuno di noi: “Vi scongiuro fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, di essere tutti d’accordo, di non tollerare scissioni fra voi, ma di essere perfettamente uniti in uno stesso sentimento e in uno stesso modo di pensare”
Cipriano Ricotti Op, Domenicani anno VII 1973
Immagine: Foto di Sergio Cerrato – Italia da Pixabay
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