La ragazza che crede nei miracoli #clubrecensione #clubfilm

“La ragazza che crede nei miracoli” è un film del 2021, diretto da Richard Correll e racconta la storia di Sara Hopkins, una ragazzina di circa 10 anni con un cuore semplice e puro e con una fede incrollabile in Dio.
Dopo aver ascoltato un sermone sulla potenza della preghiera e aver sentito il pastore dire che la fede può spostare le montagne Sara prende alla lettera queste parole e inizia a pregare con il cuore puro e sincero che solo una bambina può avere. Intorno a lei incominciano ad accadere eventi straordinari ed inspiegabili: un uccellino morto torna a volare, un amico della ragazza riacquista l’uso delle gambe, l’ intera comunità inizia ad avere un vero e proprio risveglio spirituale.
La voce si sparge e presto Sara diventa un piccolo “caso mediatico”, venerata da alcuni e criticata da altri.
Ma ciò che rende la sua figura così potente non è ciò che succede ma come lei affronta tutto: con umiltà, amore, e la certezza che tutto sia opera di Dio.
Il film, seppur semplice nella narrazione, conquista per la sua sincerità e il messaggio positivo che
trasmette. La giovane protagonista, interpretata da Austyn Johnson, è credibile e commovente e riesce a trasmettere la meraviglia e la potenza della fede vissuta con cuore bambino. La pellicola affronta anche il dolore, la malattia e la morte con una delicatezza rara, senza cadere nella retorica, suggerendo che la fede non elimina il dolore ma lo trasforma.
È un film pensato per toccare l’anima, per chi crede e anche per chi è solo in cerca di speranza. Non è privo di difetti , alcuni dialoghi possono sembrare troppo idealizzati e alcune scene nel finale risentono un po’ troppo della visione spirituale che appartiene più agli Stati Uniti che all’ Italia, ma nonostante questo è una pellicola che arriva dritto al cuore dello spettatore perché comunque si muove sempre tra toni delicati e profondamente spirituali. Non cerca effetti speciali né grandi colpi di scena: al contrario, predilige il silenzio, lo stupore e la bellezza.
Uno degli aspetti più interessanti del film è sicuramente il contrasto tra la fede innocente di Sara e lo scetticismo degli adulti e ci ricorda quanto, spesso, siamo noi grandi ad aver perso la capacità di credere, ad essere troppo razionali per lasciarci stupire.
È una pellicola che consiglio di vedere perché ci invita a riscoprire la meraviglia della fede semplice, quella che non chiede spiegazioni, ma che guarda al cielo con gli occhi pieni di fiducia. E chissà… forse anche noi, come Sara, potremmo cominciare a credere nei miracoli.


Scopri di più da Club Theologicum

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Sito web creato con WordPress.com.

Su ↑