Giorni di un futuro passato. Club Theologicum, il futuro. #teologia #nuovocorso

Dimenticate l’immagine del teologo polveroso, smarrito tra tomi medievali e speculazioni astratte. Se pensate che la teologia sia un’attività noiosa, sappiate che il “Dottore Comune”, San Tommaso d’Aquino, vi darebbe torto con un sorriso. Nel suo commento al De hebdomadibus di Boezio, citando la Scrittura, Tommaso scriveva: «Corri prima nella tua casa… e là gioca». Sì, avete letto bene: gioca.

In questo nuovo appuntamento del Club Theologicum esploriamo una verità che potrebbe cambiare il vostro modo di vivere la fede: la teologia non è un dovere burocratico, ma un gioco nobile e disinteressato. Proprio come i bambini giocano per il puro piacere di farlo, così il cristiano contempla Dio perché Egli è la Verità che diletta l’anima. Come ricorda anche il mio grande confratello teologo domenicano fr.Daniel Ols, la contemplazione non è un’esclusiva dei mistici, ma l’ossigeno di ogni battezzato che ama veramente il Signore. Ma la nostra riflessione non si ferma alle vette del Medioevo. Ci interroghiamo su come questo “gioco” si incarni oggi nella nostra cultura. Citando Italo Calvino, ricordiamo che la cultura è quell’attenzione continua necessaria per riconoscere ciò che “non è inferno” e farlo durare.

Siamo usciti dal tempo delle distanze forzate e della pandemia. La teologia, che è studio dell’Incarnazione, reclama ora la presenza. Non ci bastano più i pixel: abbiamo bisogno di sguardi, di confronto fisico e di comunità reale. È tempo di tornare a vederci, di abitare la cultura con il coraggio di chi sa che la Verità è una persona da incontrare, non solo un concetto da trasmettere.

Sei pronto a metterti in gioco?

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fra il tormento e la grazia


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