Terra madre | #psicologiaesacro

articolo a cura del Dr. Silvio Rossi – Psicologo e Psicoterapeuta Cognitivo – Comportamentale

In noi la #terra col seme, a noi la possibilitร  di lavorarla

La parola #umiltร  deriva da โ€œHumusโ€ che in latino significa โ€œterraโ€.

Ogni persona viene concepita da genitori, che a loro volta vengono da altri genitori, e in un percorso a ritroso si arriva tutti a colui che รจ stato tratto dalla terra: nel racconto biblico il nome del primo uomo โ€œAdamoโ€ รจ evidentemente messo in relazione col vocabolo โ€˜adhฤmฤh โ€œsuoloโ€ (Genesi, II, 5-7; III, 19-23), la qual voce รจ una derivazione dalla radice โ€˜dm โ€œessere rosso, rosso-brunoโ€œ, il colore cioรจ del suolo da coltivazione da cui era stato formato il corpo del primo uomo. Quindi lโ€™uomo รจ stato tratto e proviene dalla terra. 

E alla terra ognuno รจ condotto come destino proprio, quando la morte provvederร  a disfare lโ€™organismo umano facendo ritornare in polvere la materia di cui รจ composto. Possiamo quindi dire con una certa precisione che  lโ€™umiltร  รจ la memoria della nostra origine e del nostro fine terreno. Lโ€™umiltร , quindi, รจ la veritร  sullโ€™uomo.

In una visione tanto sbagliata quando fuorviante si ritiene che la persona umile sia quella che si disprezza, che non ha stima verso di sรฉ, quella che si confronta con gli altri uscendone sempre sconfitta e schiacciata. Insomma per molti lโ€™umiltร  รจ quasi sinonimo di depressione e mancanza di dignitร . Ad essa si oppone come aspirazione lโ€™atteggiamento arrogante della superbia. Il termine Superbia  ha un significato etimologico di โ€œAndare/crescere sopraโ€. Esprime quindi una volontร  di emergere dalla terra staccandosi e dimenticando le proprie origini. La superbia รจ qualcosa di aereo che nel disprezzo della concretezza reale del suolo si arrampica nellโ€™aria volendo โ€œautocostruirsiโ€, sospesa e autonoma.

Nel suo significato profondo lโ€™umiltร  รจ invece lโ€™intelligenza di chi sapendosi stretto tra la terra delle origini e quella della sua fine capisce di non essere lโ€™autore della propria vita, ma un dono tratto dal nulla e che ha come compito quello di dare senso alla propria esistenza adeguando le proprie aspirazioni di felicitร  ad una logica che รจ fuori di sรฉ, che lo precede, lo attende e lo sovrasta. Scoprendo e aderendo a questa logica conosce se stesso, il significato della propria natura, il vivere autentico e la sua felicitร .

La superbia, attraverso unโ€™opera di autoinganno cerca di dimenticare la propria natura dipendente e spera di trovare il senso della propria esistenza nellโ€™esaltazione del proprio io, illudendosi di essere autrice e signora della propria vita. Il superbo si dร  le sue regole da solo. Ma sono regole fragili e volubili, che mutano secondo il momento. Non sono regole rispettose della sua natura. Staccandosi dalla terra il superbo perde il contatto con il nutrimento, smarrisce la sua identitร , e si perde in un gioco di specchi e finzioni.

 Lโ€™umile รจ qualcuno di molto piรน autenticamente legato alla propria natura, che la comprende (โ€œcum-prendereโ€: prendere, trattenere in sรฉ. Vive con i piedi per terra, e lโ€™aspirazione ad innalzarsi la sa conciliare con la consapevolezza che non spetta a lui il processo di elevazione, ma che รจ dono anchโ€™esso per chi non perde mai la memoria della propria origine e del proprio destino.

Nelle #psicoterapie, molto piรน frequentemente di quanto si immagina, si incontrano pazienti che soffrono il 5% per un loro disagio (ad esempio lโ€™ansia) e il 95% per lโ€™umiliazione di soffrire di ansia. E la loro vita la passano non a prendere coscienza dellโ€™ansia facendo quello che possono per vincerla o gestirla, ma a odiarsi perchรฉ hanno lโ€™ansia, a vergognarsi della loro ansia, a invidiare quelli che non hanno lโ€™ansia, a voler morire per non sopportare il peso dellโ€™ansia. Reazioni come la vergogna, lโ€™odio, il disprezzo, la ribellione, son tutti frutti di un atteggiamento di superbia. Eโ€™ La mancanza di accettazione della propria fragilitร  e dei propri limiti (del proprio essere terra polverosa) che scatena un clima di odio interno che dilania il cuore e porta a conseguenze le piรน varie, ma sempre dannose e autolesioniste. La cultura della perfezione, della bellezza intramontabile, del superare ogni ostacolo, del poter raggiungere ogni obiettivo desiderato (altrimenti si diventa โ€œperdentiโ€), del primeggiare. Tutto questo รจ frutto marcio della superbia. La mancanza di accettazione dei propri difetti รจ superbia. La frustrazione di non poter superare alcuni limiti รจ superbia. Il non saper accettare le sconfitte รจ superbia. La cecitร  di fronte alla propria natura รจ la massima espressione di superbia.

La risposta, come facile intuire, non รจ quella di guarire subito (la pretesa della โ€œbacchetta magicaโ€) quel 5% di patologia, perchรฉ la superbia una volta superata lโ€™ansia troverebbe altri difetti per cui angosciarsi. Il vero obiettivo terapeutico รจ far accettare al paziente la propria umanitร  che sempre e comunque รจ fatta di luci e ombre. Portarlo ad aprire gli occhi davanti alle proprie fragilitร  e condurlo ad accoglierle (โ€œComprenderleโ€), cioรจ integrarle senza considerarle delle nemiche, ma componenti importanti della propria umanitร . Dandogli il senso che meritano, cioรจ occasioni di conoscenza di sรฉ, di miglioramento, di ausili per arrivare alla โ€œcompassioneโ€ per gli altri: โ€œCum- patireโ€, cioรจ saper soffrire insieme agli altri sentendosi tutti figli della stessa terra. Solo chi si accoglie, integrando anche gli aspetti meno nobili della propria personalitร , riesce poi ad avere quella lucida tranquillitร  che permette di correggere i difetti, di superare qualche deficit, di migliorare come e ove possibile, ma sempre nella consapevolezza di non poter mai raggiungere la perfezione. Perchรฉ chi, come Icaro, vuole raggiungere il sole, si innalza dalla terra e si brucia.

In una societร  che pretendere di modellarci belli, ricchi, famosi, appagati, autodeterminati e soddisfatti, il risultato per chi si vuole adeguare a questa tirannia รจ lo smarrimento. Si perde di vista la propria origine, la propria natura e il proprio fine. E quindi si perde il vero sรฉ. Alcuni genitori non riescono a vedere i difetti dei figli perchรฉ si sentirebbero sconfitti. Li vogliono perfetti. Quindi o li negano, oppure scaricano la colpa su altri. In coppia non si accettano i limiti del partner o si รจ terrorizzati dai propri, perchรฉ si lega lโ€™amore allโ€™assenza di difetti. Ognuno di noi si guarda allo specchio solo per ammirarsi. Se lo specchio ci rimanda qualche neo, rompiamo lo specchio, volendo distruggere noi stessi. A questi comportamenti irrazionali conduce la superbia. Ubbidienti ad una cultura dittatoriale imponiamo a noi stessi e di conseguenza agli altri dei modelli assurdi e impossibili. Cosรฌ da trarne poi disprezzo e ribrezzo quando la vita prima o poi ci provoca mostrandoci davvero chi siamo.

Educare allโ€™umiltร , significa educare alla veritร . Dire le cose come stanno, chiamare le cose col loro nome, ammettendo lโ€™errore senza scandalizzarsene, ma cercando pazientemente, e se possibile, di correggerlo. Liberare dalle finzioni, dalle immagini fasulle, dal bisogno di stupire con effetti speciali. Liberarsi dalla coazione a vincere e affascinare sempre.  

Educare allโ€™umiltร  รจ unโ€™opera di liberazione. A partire dai bambini: basta fargli capire che sono pieni di difetti come ogni persona, ma che sono amati nonostante i difetti. E che sono pieni di capacitร , ma il valore non sta in queste, perchรฉ non se le sono date da soli. Che alcuni difetti si possono superare, con altri dovranno farci i conti per tutta la vita e questo รจ un problema solo per chi ha uno sguardo superficiale. Che le capacitร  vanno allenate mettendole a servizio del bene comune altrimenti non servono a nulla. Opera pedagogica straordinariamente importante per crescere uomini e donne felici. Per una generazione di umili. E poi occorre agire con gli adulti, facendoli riconciliare con loro stessi, con una storia che a volte รจ una storia di fallimenti, con i loro sintomi, cercando โ€“ prima di affrontarli โ€“ di smetterla di negarli.

Lโ€™umiltร  non si scandalizza della terra perchรฉ essere terra รจ la veritร . Ma nemmeno rifiuta lโ€™aspirazione ad elevarsi, ispirazione iscritta nel cuore dellโ€™uomo perchรฉ nella terra cโ€™รจ sempre un seme che la trascende. Perรฒ questa aspirazione si coltiva accettando ogni aspetto di sรฉ, compresi i propri limiti. Perchรฉ รจ proprio il confronto con essi che fa da propulsore ad una โ€œascesiโ€ sana e propriamente umana. Ascesi significa esercizio, azione interiore per migliorarsi e realizzare se stessi. Lโ€™ascesi perรฒ, deve partire da una logica di Humus, di appartenenza alla terra. Chi pretende di essere Dio, non capisce lโ€™ascesi, o la confonde con unโ€™auto-esaltazione. Prima di ricadere pesantemente al suolo.

Un uomo non รจ soltanto un seme che si sviluppa secondo uno schema definito, bene o male in base alla sua situazione o ai suoi difetti in quanto esemplare della sua specie; un uomo รจ allo stesso tempo un seme e per certi versi anche un giardiniere, nel bene o nel male. Io sono colpito da come lo sviluppo del carattere possa essere il prodotto in unโ€™intenzione consapevole, della volontร  di modificare tendenze innate nella direzione desiderata; in alcuni casi il cambiamento puรฒ essere grande e definitivo. 
(J. J. R. Tolkien, risposta a W.H. Auden, 1956)

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