Meditare, contemplare, magnificare. 22 dicembre. #novenadigitale2022

C’è una preghiera, o sarebbe meglio dire un passo evangelico, che nella vita della Chiesa ritorna tante volte durante l’anno, almeno una volta ogni ventiquattro ore. Si tratta del Magnificat, che la Liturgia di oggi propone alla meditazione di tutto il Popolo di Dio sparso nel mondo (non è incredibile pensare che in questo momento ci sono piccole o grandi comunità cristiane, magari nelle città più fredde del nord Europa o in quelle più calde del sud America, che come noi stanno meditando sul Magnificat di Maria?). La preghiera di quest’inno è ripetuta ogni giorno da milioni e milioni di uomini e donne: consacrati e consacrate, sposi e spose, sacerdoti, vescovi, vedovi, giovani e così via. E oggi, in questo 22 dicembre 2022, la Chiesa riflette nuovamente su un testo tanto bello e profondo che è stato pregato per secoli – fino ad oggi – da uomini e donne di ogni popolo e cultura.

Ciò che Maria fa nel brano del Vangelo di oggi è essenzialmente magnificare Dio. Mi piacere qui menzionare quanto scrisse un monaco inglese del primo millennio di nome Beda il Venerabile, che nel commentare il testo riportato da san Luca afferma: «[Maria] dice: il Signore mi ha innalzato con un dono così grande e così inaudito che non è possibile esprimerlo con nessun linguaggio: a stento lo può comprendere il cuore nel profondo. Levo quindi un inno di ringraziamento con tutte le forze della mia anima e mi do, con tutto quello che vivo e sento e comprendo, alla contemplazione della grandezza senza fine di Dio, poiché il mio spirito si allieta della eterna divinità di quel medesimo Gesù, cioè del Salvatore, di cui il mio seno è reso fecondo con una concezione temporale» (Commento su San Luca).

La Vergine si trova di fronte al mistero (ancora incompiuto) della generazione nella carne della seconda Persona della Santissima Trinità, e in un tale momento di presa di coscienza di ciò che sta per accadere non può che magnificare Dio che tanto l’ha amata da donarle tanto, tutto, ovvero Sé stesso. L’azione di lodare entusiasticamenteDio è quindi la conseguenza di quanto è avvenuto e sta per avvenire in Maria e, in un certo senso, per Maria. Ella tuttavia non si limita a magnificare il Signore soltanto per ciò che ha fatto in lei, ma anche per quanto ha fatto e farà per il suo Popolo. È Lui infatti che ha spiegato la potenza del suo braccio, disperso i superbi nei pensieri del loro cuore, rovesciato i potenti dai troni, innalzato gli umili, ricolmato di beni gli affamati, rimandato i ricchi a mani vuote e soccorso Israele suo servo ricordandosi della sua misericordia, come aveva detto per Abramo e la sua discendenza, per sempre. La Madonna, in altre parole, comprende ciò che sta per avvenire in una visione più ampia che non riguarda solo la sua persona ma tutti quelli che temono Dio. L’amore del Signore, difatti, non è un qualcosa di esclusivo e riservato a pochi eletti – quasi alla maniera gnostica – ma al contrario è diffusivo e destinato al mondo intero (pro vobis et pro multis, dirà Gesù nell’Ultima Cena).

La Chiesa, lo abbiamo detto, si serve ogni giorno di questo antico inno evangelico per lodare il Signore, specie alla sera. Esso viene pregato (e cantato) durante la preghiera dei vespri, a partire cioè dal tramonto del sole quando gli uomini cessano pian piano di faticare e godono del meritato riposo dopo una giornata di lavoro. In quel momento, al calar della luce, ci è data l’occasione di contemplare e ringraziare Dio per ciò che Egli ha fatto non solo in noi e per la nostra vita ma anche – e forse soprattutto – per quanto ha operato intorno a noi, per Abramo e la sua discendenza, per sempre.

Il Magnificat si pone allora come pietra fondamentale nel nostro cammino di Avvento non solo perché ci permette di guardare al mistero della nascita di Gesù con gli occhi entusiastici di colei che pur essendo Madre di Dio non temette di dirsi serva del Signore, ma anche perché ci propone di contemplare l’azione onnipotente e misericordiosa di Dio in noi e intorno a noi, per magnificarlo con la Chiesaalla seraper le meraviglie che, ricordandosi della sua misericordia, compie ogni giorno.

fr. Fabrizio Cambi, O.P.

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