Quella passione svedese per santa Lucia, colei che dona luce #SantaLucia #TradizioniPopolari

Wikipedia non ha peli sulla lingua: dice chiaramente che, in Svezia e nei paesi scandinavi a tradizione protestante, Santa Lucia è praticamente l’unica santa (cattolica) di cui è ancora vivo il culto, se così vogliamo definirlo.
E, sapete cosa? Il fenomeno non mi stupisce affatto.

Che “Santa Lucia sia il giorno più corto che ci sia”, come dice il proverbio, non è una credenza popolare: è (o meglio, era) pura realtà.
Fino alla riforma del calendario gregoriano, il solstizio d’inverno cadeva davvero attorno al13 dicembre. E santa Lucia, che fin dal suo nome richiamava il concetto di “luce”, era davvero la santa che, con la sua festa, riportava un po’ di sole sulla terra provata dal freddo (il che, peraltro, è anche la causa del mito di santa Lucia a cui hanno strappato gli occhi. In realtà, agiografia alla mano, santa Lucia fu uccisa a pugnalate; la famosa leggenda… oftalmica è più tarda, e si giustifica proprio grazie allo stretto legame fra la santa e la luce che, simbolicamente e materialmente, lei portava).
E se pensiamo che, in Scandinavia, gli inverni hanno poche ore di luce per davvero… beh: allora, si capisce come mai la festa di Santa Lucia sia sempre stata particolarmente sentita, da quelle parti.

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Ancor oggi, in Svezia, la festa di Santa Lucia è molto sentita.
Nella tradizione tipica dei paesi nordici, l’alba del 13 dicembre è annunciata dall’arrivo di una fanciulla vestita di bianco, che tiene in mano (o sulla testa) una candela accesa. Ai membri della famiglia, la fanciulla porta la colazione a letto; e ai bambini che sono stati buoni, dona anche qualche regalino.
E la cosa interessante è che (a differenza di Babbo Natale e Befana), questa Santa Lucia esiste per davvero! La si può toccar con mano!

Vale a dire: non è una figura misteriosa che appare nottetempo e lascia i doni senza farsi vedere: è una figura in carne e ossa, che viene impersonata, di casa in casa, da una fanciulla sempre diversa. Il compito spetterebbe, per tradizione, a “una vergine saggia”; vista relativa la penuria di vergini sagge nel mondo moderno, il ruolo è stato ceduto alla figlia più giovane della famiglia. Sarà lei a doversi alzare prima di tutti gli altri per preparare una colazione calda, da portare a letto ai parenti che ancora dormono…

L’usanza prende piede in Svezia sul finire del Settecento, diffondendosi prima della zona attorno al lago Vänern, e poi, gradualmente, in tutto il resto della nazione.
Non si sa di preciso da dove spunti questa tradizione. Secondo alcuni, il personaggio di Santa-Lucia-che-porta-la-colazione-a-letto potrebbe derivare dai cori natalizi che, in quegli anni, erano molto diffusi in Svezia: travestiti da angelo con luminosi costumi bianchi e armati di candela per farsi luce nel buio dell’inverno, i coristi percorrevano le strade della Svezia per portare ai passanti i loro auguri. E se calcoliamo che la Santa Lucia svedese è una ragazza vestita di bianco, con una candela fra le mani, che augura il buongiorno ai suoi parenti canticchiando canzoni di Natale… beh: un qualche legame con i coristi di una volta, effettivamente potrebbe esserci.

Com’è, come non è, verso la metà dell’Ottocento la tradizione era già diffusa in tutta la nazione.
Un boom ancora maggiore arriva nel 1929, quando un giornale di Stoccolma indice un singolare concorso di bellezza: la più bella del reame sarebbe stata eletta… non Miss Svezia, ma Miss “Santa Lucia”. Nel senso che sarebbe diventata “la” santa Lucia ufficiale di Stoccolma, incaricata di fare comparse pubbliche in giro per la città il 13 dicembre. L’iniziativa ebbe un gran successo, e, nell’arco di pochi anni, tutte le altre città svedesi si dotano di una analoga santa Lucia cui affidare incarichi pubblici nei giorni di Natale.

E la tradizione vive ancor oggi: alla mattina del 13 dicembre, non è infrequente trovare delle figuranti vestite da santa Lucia che camminano, mascherate, tra le vie del centro città, oppure tra i corridoi delle scuole; in alcuni casi, addirittura negli uffici. Dispensano auguri ai presenti e (se hanno avuto un “mecenate” sufficientemente generoso!) addirittura piccoli doni, sottoforma di brioche allo zafferano o tazze di caffè svedese.

È un giorno di festa grande, in tutto il Nord Europa: è il giorno che dà ufficialmente inizio alle feste di Natale; è il periodo che ti fa capire che, , Natale è davvero a due passi. E allora buona festa a tutti voi: perché il Natale si avvicina!

Articolo pubblicato originariamente sul blog Una Penna Spuntata

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