Essere o non essere? Il Cristo tradito e il Dio glorificato. 2. Martedì santo #settimanasanta2022

“Uno di voi mi tradirà…Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.”

Dal Vangelo secondo Giovanni, 13,21-33.36-38 

È una scena, quella che ci pone davanti Giovanni, che ha la bellezza e la plasticità di un quadro. È come ammirare una meravigliosa architettura della salvezza dove possiamo ammirare tutta la bellezza e la perfezione del sacrificio d’amore dell’uomo – Dio. 

Da un lato c’è Gesù, il Giusto, un uomo dal cuore di carne e con sentimenti pienamente umani; dall’altro c’è Giuda, un uomo che si lascia sedurre il cuore da satana e diventa traditore e deicida. L’umanità santa di Gesù davanti all’umanità traviata di Giuda. 

La scena si apre con la dichiarazione drammatica di un imminente tradimento nel cuore della notte e si chiude con la previsione di un altro tradimento, quello di Pietro, che si consumerà poco prima dell’alba. In mezzo a tutta questa oscurità c’è Gesù, Luce delle nazioni, che come Sole illumina il buio e l’atmosfera angosciante che il brano evangelico ci trasmette. Cristo è già l’Essere che trionfa sul non essere del male e della morte perché, come dice San Tommaso D’Aquino, Gesù soffre e muore come uomo ma non come Dio. 

Il Signore qualche momento prima ha lavato i piedi ai discepoli e ora si commuove profondamente nel dichiarare che uno dei suoi lo tradirà. L’ espressione greca originale del testo rende i sentimenti di Gesù in modo ancora più forte e vivido: “ἐταράχθη τῷ πνεύματι” ( Gv 13, 21)  che letteralmente sarebbe “fu sconvolto nello spirito.” 

Queste parole ci fanno assaporare tutta l’amarezza e il dolore di Gesù, non solo per il tradimento di un amico caro che ha mangiato e dormito con lui, ma anche per l’incomprensione e la falsità di Giuda che probabilmente, come dice Benedetto XVI, non aveva né fede né amore. l’Iscariota infatti, si sentiva tradito da Gesù nelle sue aspettative umane perché desiderava semplicemente un messia politico che liberasse Israele dal giogo romano.

Ma torniamo alla Cena e al Signore, il quale, dopo che satana si è impossessato di Giuda, gli dice: “Quello che vuoi fare fallo subito”(Gv 13,27). Gesù sa che in quel tradimento e in quella morte tremenda che lo attende è già la Sua Gloria. E infatti, non appena Giuda esce per tradirlo, lo dice : “Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui” (Gv 13,31). Il non essere del male e della morte non può trionfare sull’ Essere Eterno di Dio! Il diavolo, il peccato e la morte sono già sconfitti!

Eppure quante volte anche noi siamo come Giuda, pensiamo che Gesù debba risolvere i nostri problemi e ci sentiamo delusi se non lo fa! Ci dimentichiamo che il Regno di Dio non è di questo mondo e ci arrabbiamo a causa dell’affetto smodato che abbiamo per cose e persone, dimenticandoci che solo Dio è l’Essere che dà la vita!  Santa Caterina da Siena questo concetto l’aveva capito molto bene: “perocchè neuna cosa si può amare nè vedere, fuore di Dio, che non ci dia morte; e però quello che s’ama, si dee amare in lui e per lui, cioè ricognoscere sè e ogni cosa dalla sua bontà.”( lettera 113)

La fonte dell’essere di ogni creatura è Dio insieme alla Sua grazia, che da Lui viene posta sopra l’essere…in altre parole è Dio a creare la nostra anima e a darle le grazie necessarie alla vita di grazia!  Nel momento in cui ci attacchiamo troppo alle situazioni e creature di questo mondo ci allontaniamo dall’essere e cadiamo nel “non essere” del peccato, diventando noi stessi “nulla”.

“Perocchè a maggior miseria non si può recare l’uomo, che farsi servo e schiavo del peccato; però che perde l’essere della Grazia, e serve a non cavelle, e diventa non cavelle.”(da Siena lettera 254) 

Consapevoli dunque di queste meravigliose verità della nostra fede, stringiamoci ancor di più alla fonte della Vita vera e dell’Amore: Gesù Cristo morto e Risorto per la nostra salvezza e felicità! 

Rossella di Gesù

Bibliografia essenziale:

FEDE, FILOSOFIA DELL’ESSERE E GRAZIA MISTICA A S. CATERINA DA SIENA, Carlo Riccardi, Divo Tommaso, vol. 87, n. 4 (1984) , pp. 324-346 (23 pagine) Editore: Edizioni Studio Domenicano 

http://www.vatican.va/content/benedict-xvi/it/angelus/2012/documents/hf_ben-xvi_ang_20120826.html

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