Il senso del discepolato implica che tra il discepolo e il maestro ci sia un legame o una affinitร piuttosto stretti, che possono essere intellettuali o spirituali, dunque, un rapporto piรน โintimoโ rispetto a chi deve โimparare delle regoleโ. Il discepolo segue e venera il maestro, ne recepisce le dottrine e le opinioni e conforma la propria vita alla sua perchรฉ crede sia cosa buona e, nel prosieguo del cammino, puรฒ diventare egli stesso predicatore dello stesso stile di vita. Ma perchรฉ seguire un maestro sarebbe cosa buona? Non รจ meglio seguire sรฉ stessi?
Partiamo dalle basi: il discepolato, se descritto come fatto precedentemente, รจ una cosa che abbiamo provato piรน o meno tutti: abbiamo avuto un genitore, un insegnante, un educatore, un mentore che ci รจ stato di esempio che abbiamo seguito perchรฉ pensavamo fosse cosa buona, almeno per una parte della nostra vita. Lโapprendimento, almeno quando siamo piccoli (ma anche quando siamo grandi) passa spesso per vie non verbali e imitative: quante volte, entrando in un nuovo luogo di lavoro abbiamo aspettato di vedere comโera โlโandazzoโ prima di esporci con le nostre opinioni? O abbiamo cercato qualcuno che ci spiegasse come funzionavano le cose? Insomma, รจ davvero raro che seguiamo โsolo noi stessiโ. Questo succede (o dovrebbe succedere) anche nella vita spirituale (pensiamo a figure come il padre/la madre spirituali).

Il cammino del discepolato perรฒ non รจ solo questione teologica ma anche psicologica e ha delle vere e proprie tappe, ognuna con risorse e rischi. Vediamole attraverso il brano della guarigione del cieco nato (Gv 9,1-41). Nel capitolo precedente a questo Gesรน aveva detto โIo sono la luce del mondo (8,12)โ e ciรฒ รจ una metafora interessante se consideriamo che il cieco รจ colui che non vede la luce, appunto per la sua cecitร โฆ che possiamo interpretare anche come cecitร psicologica e spirituale, oltre che biologica: la luce รจ la vita umana psicologicamente evoluta, la cecitร รจ la non comprensione su chi possa e debba essere lโuomo. Insomma, siamo tutti il cieco nato, finchรฉ non incontriamo Gesรน. E tutti, nel bene e nel male, seguiremo queste tappe:
- Inizialmente, il cieco รจ passivo e apatico anche nei confronti dei discorsi che riguardano la sua persona;
- In questo stato, riceve Gesรน;
- Gli obbedisce, compiendo le azioni indicate per la sua guarigione;
- Esce, dunque, dalla passivitร e inizia ad aprirsi, a sciogliersi, grazie al โcaloreโ di Gesรน: ha una sua identitร , ormai รจ in grado anche di esprimere opinioni e di schierarsi;
- Elabora una sua โteologia personaleโ a partire dalla sua esperienza;
- Divenuto apologeta della sua storia, viene escluso dalla sinagoga, perchรฉ da non vederci รจ passato a vederci โtroppo beneโ e a differenziarsi da coloro che non prendevano posizione.
Nel brano di Giovanni, la questione centrale rispetto alla guarigione del cieco non รจ tanto il miracolo biologico (archeologico/della causa) ma quello ma teleologico/della finalitร , รจ cioรจ una guarigione biografica. ร tutta la storia di vita del cieco che guarisce, tutte le sue credenze in merito a sรฉ stesso, il suo dialogo interno. Lui stesso si vede in maniera diversa. Quante volte capita anche a noi di avere un problema e identificarci con quel problema? Allora siamo i ciechi, i sordi, i malati, le vittime e non la persona con un problema di vista, di udito, con una malattia, che ha subito un torto. Questa guarigione ha perรฒ anche unโaltra caratteristica: รจ il punto di finale di qualcosa di ancora piรน grande: la manifestazione di Dio tramite quella ferita, quella piaga. In sostanza, รจ attraverso il passaggio di Gesรน che il dolore prende un senso piรน grande e non รจ solo qualcosa da fuggire o reprimere. Addirittura, qualcosa che noi stessi abbiamo introdotto come umanitร compiendo il peccato originale, diventa luogo di manifestazione di Dio. Il cieco, dunque, non solo ci vede ma รจ anche in grado di percepire la sua vocazione da credente (ossia รจ in grado di vedere Gesรน e credere in Lui) e gode psicologicamente della sua reintegrazione sia religiosa che sociale, ma non dispera se la sua fede lo porta a essere, anche solo momentaneamente, emarginato dalle dinamiche sociali di coloro che โ per comoditร โ non vogliono scegliere di stare a fianco a Gesรน.
Per approfondire: Vita consacrata e psicologia di Santiago Gonzร lez Silva, 2013
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L’ha ripubblicato su chiamatelaneuroe ha commentato:
Inizia la seconda stagione della mia collaborazione con il Club Theologicum, luogo di predicazione digitale pensato e creato dal frate domenicano Fra Gabriele Giordano Scardocci O.P.
Anche quest’anno mi occuperรฒ di psicologia, neuroscienze e spiritualitร .
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