Federico Ozanam. 1. il beato della Carità intellettuale e materiale. #federicoozanam #approfondimenti

Il Beato Federico Ozanam: Una bella figura di beato e uomo intellettuale che si è operato nella carità.

Egli fu fondatore della Opera San Vincenzo De’ Paoli, ancora oggi attiva. Fu autore prolifico.

Oggi vorrei parlare di un suo bellissimo libro.

Il libro dei malati
Il libro è scritto durante la malattia che lo porterà a la morte che avverrà il 31 agosto del 1853 ed è il contenuto delle sue riflessioni: ed è così suddiviso la prima parte contiene le meditazioni personali di Federico Ozanam, che riguardano un livello più intimo e soggettivo. Mentre la seconda parte sono dei testi biblici che sono stati copiati a mano, dall’autore per meglio meditarli.

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A proposito di Onazam, si può dire che abbia avuto diversi legami con il padre domenicano Henri Lacordaire. Questo sembra evincersispecialmente dal concetto di carità che Ozanam attinge parzialmente dalla spiritualità domenicana. Leggiamo ad esempio

“ Fu allora che dicemmo a noi stessi, ‘su corriamo dal prossimo come faceva Gesù Cristo, e mettiamo la nostra fede sotto l’ombra della carità. La carità onora, quando congiunge al pane che nutre la visita che consola, il consiglio che illumina, la stretta di mano che ravviva il coraggio abbattuto. La carità fu
compromessa da coloro che la praticano male dalla filantropia più prodiga di sacrifici, dalla
beneficenza sdegnosa, dallo zero indiscreto. Sta noi sradicare questi vizi che rendono
l’elemosina umilianti al povero e sterile davanti a Dio’.”


Perciò il nostro autore conosce bene il concetto di carità operante che si sviluppa da un lato con le opere di misericordia corporale, e dall’altro con la carità intellettuale.


“Si accusano i professori… Proprio sulla cattedra noi logoriamo la nostra salute e le nostre
forze! La nostra vita vi appartiene e io ve la dono fino all’ultimo respiro, contento di morire
al vostro servizio“

Questa era la forza accademica intellettuale che il beato Federico rivolgeva
ai suoi studenti.

Dunque lontano da una sterile filantropia che non in grado di ottemperare al
comandamento della carità di Cristo. Ozanam aveva capito l’importanza di una autentica carità
nella verità.

Come scrive l’autore della prefazione del libro Antonio Maria Strambi ex presidente del consiglio superiore per l’Italia della società San Vincenzo de Paoli:

“Federico è costretto, con rammarico, di lasciare l’insegnamento che gli aveva
considerato un vero e proprio apostolato“

L’attenzione al sociale che il beato Federico aveva gli fece proporre diverse riflessioni che ispirarono in parte anche la Rerum Nocarum di Leone XIII.

Fu infine beatificato da Giovanni Paolo II nel 1996.

fr Gabriele Giordano M. Scardocci OP


Tutti i testi sono tratti da

F. Ozanam, Il libro dei Malati, CLV, 2013, Roma.

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